
INTRODUZIONE
Dal 2008 Io Non Parlo Sono Parlato è il luogo in cui tutto inizia a partire da un tema, un contest di lavoro nel quale intervengono artisti, professionisti, pensatori, artigiani del sapere, dove le competenze trovano un’espressione attraverso linguaggi e discipline che cercano nella loro contaminazione una forma finita. Attraverso una chiamata alle arti annuale il progetto ha l’obiettivo di studiare un tema, analizzandolo e cercando di delinearne i contorni, trovando una traduzione su due linee:
– TECNICA ATTORALE: nel lavoro dell’attore sulla scena, a partire per esempio da quali tecniche si possono costruire attorno al tema, quali esercizi possono essere sviluppati per aiutare l’attore in scena nella sua ricerca dell’organicità e della verità artistica, raggiungendo il pieno soddisfacimento della sua necessità comunicativa.
– DIVULGAZIONE SCIENTIFICA: nella divulgazione del tema, per il pubblico che assiste e che partecipa attraverso lezioni, workshop, performance, spettacoli, in una condizione dove non è fruitore passivo ma attivo. È il tentativo di raccontare temi scientifici in modo semplice e comprensibile, usando il teatro come strumento.
Dal 2018, il gruppo di lavoro ha sentito l’esigenza di concentrarsi non solo sulla formazione attorale e sull’approfondimento del linguaggio teatrale, ma di sperimentare con maggior forza i linguaggi del cinema, delle immagini, delle arti visive, in un processo di lavoro che ha coinvolto artisti, attori professionisti, danzatori e drammaturghi, evidenziando la necessità di trovare una nuova forma del percorso annuale, che trova la sua espressione in SEMPLICE, il training hall 2018/2019.
Training Hall 2018_2019
DID Studio – C/O Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano
Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna sapere cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto il materiale in eccesso. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare per togliere, senza rovinarla? Togliere invece che aggiungerepotrebbe essere la regola anche per la comunicazione visiva a due dimensioni come il disegno e la pittura, a tre come la scultura o l’architettura, a quattro come il cinema. Vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode: si tratta di riconoscere il valore della semplicità. Che, per dirla con le parole di Bruno Munari si riassume così: “la semplificazione è il segno dell’intelligenza. Quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte.” (Bruno Munari)
Il Training Hall 2018_2019 si realizza intorno al concetto di semplicità, come spunto e filosofia di lavoro, e si si sviluppa dal primo giorno di lavoro con un obiettivo finale: la realizzazione di una produzione.
Una produzione che nasca dalla commistione di quattro linguaggi: teatro, danza, musica, immagini.
La produzione avrà un esito pubblico finale e, se pertinente, potrà essere proposta in altri contesti (festival, teatri, occasioni pubbliche). Il percorso è finalizzato a mostrare a tutti i partecipanti le fasi di realizzazione di una produzione artistica, dal momento dell’ideazione al momento della messa in scena.
Per realizzarla, gli ingredienti sono:
– Un laboratorio teatrale annuale, una sera alla settimana, aperto a tutti
– Tre insegnanti: un direttore artistico, un formatore per il teatro/danza, un formatore per il training e l’improvvisazione
– Un referente per le arti visive
– I Physical Lab (3 seminari teatrali di approfondimento, il sabato)
– I Production Lab (2 giornate di lavoro e approfondimento sui temi produttivi, finalizzate al coordinamento di produzione e alla definizione di gruppi di lavoro per i vari step di progetto)
– Performances urbane di accompagnamento del progetto
– Una residenza estiva residenziale (ogni anno, la prima settimana di agosto: la residenza estiva è aggiuntiva rispetto al percorso, e non obbligatoria)
OPEN DAY
19 settembre / ore 20.30
Presentazione del progetto annuale e presentazione pubblica di alcuni estratti dello spettacolo finale di #QUANTICO/Training Hall 2017_2018
con
Eleonora Bettenzoli
Monica Borgonovo
Anna Cirrincione
Domenico Nino Galluccio
Martina Gentile
Melissa Longa
Ayanta Noviello
Simona Ornaghi
Matteo Sansalone
Antonella Scarinci
Julian Soardi
Carlo Maria Vella
Ida Ziliani
Direzione Artistica
Igor Loddo
Un progetto di
Antonio Amore
Igor Loddo
Franco Reffo
Curatore Scientifico
Matteo Paris
Organizzazione
Francesca Audisio
Produzione
Matteo Sansalone
Scene
Simona Ornaghi
26 settembre e 3 ottobre / ore 20.30
Lezioni aperte e gratuite, selezione partecipanti
La selezione dei partecipanti avviene al termine delle lezioni e dopo la realizzazione di colloqui conoscitivi e la partenza del progetto è prevista da mercoledì 10 ottobre.
Ai partecipanti è richiesta una quota di iscrizione che copra le spese di produzione e di realizzazione del percorso; la disponibilità per i Physical Lab e per i Production Lab (*date tbd); la disponibilità in orari e giorni ulteriori rispetto al giorno del laboratorio, per permettere la realizzazione di materiali utili per la produzione finale (riprese, testi, scene).
Le iscrizioni sono aperte a tutti.
Info e iscrizioni Open day iononparlo@gmail.com
IDENTITA’
Sabato 22 giugno, ore 19.00
Domenica 23 giugno, ore 18.00
C/O DiD Studio Ariella Vidach – La Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4, Milano
Un progetto di Igor Loddo, Franco Reffo, Antonio Amore
Produzione Matteo Sansalone
Scene Simona Ornaghi
Organizzazione Francesca Audisio
Con Eleonora Bettenzoli, Monica Borgonovo, Anna Cirrincione, Domenico Nino Galluccio, Martina Gentile, Alessandro Norata, Ayanta Noviello, Simona Ornaghi, Matteo Sansalone, Carlo Maria Vella
Ingresso 8 euro
“Ci sono alcuni filosofi i quali credono che noi siamo in ogni istante intimamente coscienti di ciò che chiamiamo il nostro io: che noi sentiamo la sua esistenza e la continuità della sua esistenza; e che siamo certi, con un’evidenza che supera ogni dimostrazione, della sua perfetta identità e semplicità”.
“Trattato sulla natura umana, David Hume”
Secondo Hume, la nostra convinzione di esistere, la certezza della nostra identità, è smentita dall’esperienza. Tutte le nostre idee infatti derivano da impressioni, e ad esse corrispondono perfettamente in ogni singola parte.
Anche l’idea dell’identità personale quindi deve necessariamente provenire da un’impressione.
Se abbiamo l’idea di un “io” unico, semplice, invariabile ed ininterrotto, l’impressione da cui quest’idea deriva deve essere altrettanto unica, semplice, invariabile ed ininterrotta; eppure, l’esperienza ci suggerisce che tutte le nostre impressioni, cioè passioni, emozioni, sentimenti, sensazioni, si susseguono rapidamente, cambiano, si alternano, non esistono mai tutte insieme.
Il laboratorio di Io Non Parlo Sono Parlato presenta lo spettacolo di restituzione del percorso annuale. Un viaggio che parte da una domanda semplice, che non può essere definitivamente risolta. Chi sono io?
